Sicurezza alimentareSicurezza: Italia prima al mondo per numero di controlli

Sicurezza: Italia prima al mondo per numero di controlli

Sicurezza: Italia prima al mondo per numero di controlli

 

Oggi è fondamentale garantire sicurezza e qualità del cibo che mangiamo. Nonostante i frequenti attacchi verso l’industria agroalimentare italiana, il nostro Paese è quello con il maggior numero di controlli igienico-sanitari al mondo. Controlli interni ed esterni imposti dalla legge. Vediamo insieme nel dettaglio.

La grande tradizione dei salumi italiani, attraverso i secoli, ha migliorato sempre la sua qualità. Fedeltà alle antiche ricette, processi di lavorazione e investimenti tecnologie sempre più avanzate, hanno resto tutto questo possibile. Tutto sotto l’attenta lente dei controlli.

In Italia le norme sulla sicurezza alimentare sono volte a garantire la salute dei consumatori e quella degli animali. Si controlla che alimenti e mangimi in commercio sianoconformi alle normative vigenti e che gli animali siano trattati in modo corretto, prevenendo situazioni che potrebbero portare allo sviluppo di contaminazioni batteriche.

Nel caso delle frodi commerciali i controlli servono a verificare che le caratteristiche dichiarate dal produttore in merito a quantità o provenienza dei prodotti siano veritiere, e accertano eventuali manomissioni che potrebbero anche generare pericolo per la salute umana. Nel caso dovessero verificarsi questi tipi di casi, i prodotti non conformi o pericolosi vengono bloccati prima di essere messi in commercio, o ritiratidal mercato.

Ma chi vigila e come effettua i controlli?

Iniziamo col dire che in Italia i controlli sui salumi sono su tutta la filiera: dalla nascita dell’animale alla trasformazione delle carni, dalla conservazione fino allo scaffale di vendita.

Le autorità preposte sono:

  • Ministero della Salute, che opera a livello centrale, con la Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, a livello territoriale, con i propri Uffici periferici.
  • I controlli delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, attraverso le loro strutture territoriali.
  • I Dipartimenti di Prevenzione delle AUSL.
  • I Laboratori pubblici del Controllo Ufficiale, come gli Istituti Zooprofilattici.

I controlli riguardano sia prodotti italiani o esteri destinati al nostro mercato, che quelli italiani destinati all’estero. Le indagini sono sul prodotto prevedono: ispezioni, campionamenti e analisi di laboratorio, sopralluoghi nei processi di produzione con controlli anche sul personale addetto ai processi.

Nel caso del settore delle carni, i controlli vengono fatti quotidianamente negli allevamenti, con attenzione alla salute e al benessere degli animali, nonché nei macelli nelle industrie di trasformazione. Proseguono poi con una maggiore attenzione alle modalità di etichettatura e al rispetto dei requisiti di informazione al consumatore.

L’organizzazione dei controlli è impostata dal Regolamento n. 882/2004, il cui obiettivo è di consentire un’azione più efficiente. Secondo tale Regolamento, i controlli vanno programmati in base a una valutazione del rischio (concentrando gli interventi sui settori, attività, operatori associabili a maggiore rischio per la salute del consumatore) e quindi coordinati tra le varie autorità che sono preposte all’intervento durante tutta la filiera.

Inoltre, a integrazione dei controlli ufficiali predisposti dalla normativa, le legge impone alle imprese del settore agroalimentare di attuare piani di autocontrollo secondo i princìpi dell’HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points). Scopo di tali piani è di garantire l’igienicità dei processi, prevenire i rischi per la salute, definire le procedure di intervento nei casi di non conformità e monitorare l’efficacia del programma stesso.

I processi sopra descritti ci fanno ben comprendere perché le carni e i salumi italiani sono così sicuri e perché appena sorge una irregolarità viene subito scovata.

Coloro che per motivi loro vogliono distruggere questo settore fanno generalmente passare le poche irregolarità per la norma. Ma chi lo conosce veramente, chi ci opera e lavora sa che – come suggerisce anche l’approccio One Health – le irregolarità di tanto in tanto scovate sono invece una conferma che i controlli sono molti (migliaia al giorno solo in Italia) e soddisfano elevati standard di sicurezza, nell’interesse di tutti: produttori, consumatori, animali e ambiente.

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